VENUTO PER CERCARE E SALVARE CIO’ CHE ERA PERDUTO.
0.01.18
Una delle verità più importanti che emergono dal Vangelo è che il Signore vuole che tutti ottengano la salvezza per mezzo della fede in Cristo Gesù. La buona notizia è che Gesù venne sulla terra per condurre il peccatore alla salvezza eterna, morì per espiare i nostri peccati, che risorse dai morti e ottiene dal Padre, per tutti coloro che ascoltano, credono, si ravvedono e lo accettano nel proprio cuore, il perdono dei peccati ed il dono dello presenza dello Spirito Santo nella loro vita. L’apostolo Pietro afferma che il Signore “ è paziente, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento” e queste affermazioni trovano conferma nell’insegnamento e nel comportamento del Signore Gesù durante tutta la Sua vita terrena. Egli era venuto per cercare e salvare ciò che era perduto e dare la Sua vita come riscatto per i peccatori. Si prese cura dei peccatori per rivelare loro l’amore di Dio e per concedere il Suo perdono. Parlò dell’immensa gioia che si prova in paradiso quando un solo peccatore si ravvede; dopo la Sua crocifissione e la Sua resurrezione ordinò ai discepoli di portare il Vangelo agli uomini di tutte le nazioni. Diventa il Pan di Vita per ogni peccatore ravveduto e lo sazia spiritualmente. Egli è il Pane vivo di sceso dal cielo, è il Pane della vita e come tale è il nutrimento comune per tutti coloro che lo desiderano. Il profeta Isaia nella sua profezia afferma che Gesù è il solo Pane che può “nutrire e saziare” l’uomo ed è l’unico che ha percorso un cammino di sofferenza sfociato nella morte in Croce. Ma come può essere gustato questo Pane di vita? In un modo molto semplice: accettare Cristo nella propria vita e realizzare con Lui un’unione spirituale e la vita del cristiano si trasforma, abbondano i frutti dello Spirito Santo:amore, grazia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine ed autocontrollo. Chi “mangia” di questo pane ha la certezza di vivere eternamente nel cielo alla presenza di Dio e nell’attesa che ciò si realizzi il credente si lascia guidare dal suo Salvatore per un’efficace e coerente testimonianza. Lasciarsi nutrire giorno dopo giorno da questo Pane vuol dire sperimentare l’Amore del Padre celeste che è sempre pronto a perdonare e ad accogliere nelle Sue braccia. Vuol dire affrontare le difficoltà quotidiane con la certezza che non è mai da solo ma che il Signore Gesù gli dà forza e coraggio. Vuol dire non avere rancori o odio per un torto ricevuto, ma saper perdonare rimettendosi al giudice per eccellenza qual è il Signore Gesù. Vuol dire amare il prossimo ad ogni costo e in qualunque momento ed essere disponibile a dare tutto se stesso, perché il buon Padre celeste ne darà la ricompensa. Vuol dire vivere nella luce con Dio ed essere condotti dallo Spirito Santo e lasciare che il Signore Gesù prenda il controllo della vita per renderci sempre più simile a Lui. Proprio come il buon cibo e le bevande sono indispensabili per la vita fisica, così il Pan di Vita, Gesù, sostiene la vita spirituale di coloro che lo seguono ed hanno la salvezza eterna. “Alimentarsi” di questo Pane vuol dire avere una relazione intima e personale con Cristo. ETERNAMENTE SEPARATI DA DIO? C’E’ UN’ALTERNATIVA: CRISTO GESU’. Spesso si sente dire che tutti gli uomini, senza eccezione, alla fine saranno salvati, sia perché lo erano già da sempre sia perché le torture dell’inferno inducono ognuno alla conversione e alla fede in Cristo, dopo la morte. Da questo punto di vista quindi l’inferno sarebbe, per chi vuole vivere la vita terrena senza Dio, un luogo di preparazione per il cielo. Ma questi concetti non trovano riscontro in nessuna parte della Bibbia, inoltre si ignora che le Sacre Scritture insegnano che le decisioni prese durante la vita terrena sono fondamentali per l’eternità. Ognuno di noi determina il suo destino eterno ubbidendo o disubbidendo alla Parola di Dio e alla Sua conoscenza, perciò la separazione da Dio è una terribile realtà. Chiunque decide di voler vivere senza Cristo, e di conseguenza senza Dio, in effetti andrà all’inferno. Che l’inferno sia un luogo e la condizione della punizione eterna è affermato dallo stesso Gesù nell’Evangelo di Matteo al capitolo 5 versetto 22 (sarà condannato alla geenna del fuoco) e al capitolo 10 versetto 28 (far perire l’anima e il corpo nella geenna). In diverse parti Gesù parla della sofferenza infinita nel fuoco e nelle tenebre come giudizio divino; infatti, Egli afferma che il fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli quale punizione perenne è la destinazione di coloro che Egli non riconosce (dal Vangelo di Matteo capitolo 25 versetti 41, 46). C’è un’alternativa a tutto questo? Certo! E’ il Signore Gesù stesso ad offrirla. Egli è la Via, la Verità e la Vita, “nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni capitolo 14 versetto 6). Soltanto se ci convertiamo a Lui possiamo evitare la dannazione eterna. Egli è venuto sulla terra per rivelarci Dio, il Suo amore, la Sua misericordia e il Suo perdono. E’ venuto per offrire la Sua vita quale sacrificio per i nostri peccati e donarci la salvezza eterna. Egli pur essendo senza peccato si è caricato dei nostri peccati, affrontando con dignità e serenità la morte in croce. Egli è il rimedio alla dannazione eterna, accettarlo come Salvatore e Signore della propria vita vuol dire diventare figli di Dio, vuol dire vivere con Lui per l’eternità. Dopo la morte non ci sarà un aldilà di tenebre e di fiamme ardenti ma di gioia e di felicità. La vita eterna comincia già in terra, comincia quando il nostro cuore sperimenta la nuova nascita con Gesù affidandogli la nostra vita, sottomettendoci a Lui e alla Sua autorità. Se facciamo ciò possiamo essere certi che lo Spirito Santo ci spingerà a fare del bene, a vivere e a crescere nella fede per conoscere sempre di più il piano di Dio per noi. Non si può rimandare la decisione di accettare Gesù quale personale Salvatore se vogliamo realizzare l’obiettivo della vita eterna insieme a Lui. Solo in questo modo potremo affermare insieme a San Paolo: “Giustificati dunque per fede, noi abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo”(dalla lettera di Paolo ai Romani). Un’eternità senza Gesù e senza Dio è l’inferno. Il peccato profana l’uomo e lo allontana da Dio privandolo della Salvezza, della pace e delle innumerevoli benedizioni. L’apostolo Pietro predicava che Gesù era risorto per essere Principe e Salvatore, per dare la remissione ad Israele e il pentimento per i peccati, perciò se vogliamo vivere con Dio dobbiamo rivolgerci con Fede solo ed esclusivamente a Gesù: in nessun altro è la remissione dei peccati e la Salvezza, ma solo nel Figlio di Dio. E’ Lui che è sceso in mezzo a noi lasciando la gloria celeste, è Lui che morì sulla croce per i nostri peccati e risorse il terzo giorno; è Lui la risposta di Dio al pentimento del peccatore che può essere perdonato e riconciliato con il Padre celeste. Pentimento verso Dio e Fede in Cristo Gesù sono pertanto due verità fuse in un’unica certezza: la Salvezza eterna e il rimedio all’inferno.
 
F.A.Q.
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