In questa pagina sono raccolte alcune tra le domande più frequenti che vengono poste agli evangelici. Spesso, infatti, si identifica il concetto di Cattolicesimo Romano al concetto di Chiesa in assoluto e tutto ciò che esula da questo contesto religioso genera sospetto o curiosità. Ciò capita in prevalenza in Italia o in altre nazioni a prevalenza Cattolica, mentre negli altri stati si è verificata una maggiore acquisizione della cultura protestante.
Le risposte a tali domande non hanno, comunque, la pretesa di esaurire l'argomento ma solo quella di dare qualche indicazione in più sull'identità dottrinale e pratica del mondo evangelico.

Perché voi evangelici non venerate né la Madonna né i santi?
Quando dite di avere la certezza della salvezza, non dimostrate di essere presuntuosi?
Perché nelle chiese evangeliche non ci sono né statue né immagini sacre?
Gli evangelici festeggiano il Natale e la Pasqua?
Perché ai pastori evangelici è permesso sposarsi?
Gli evangelici hanno un culto dei morti analogo a quello dei cattolici?
Ci Credete nel Purgatorio?
Gli evangelici battezzano i bambini? Se no, perché?
Credete alle apparizioni della Madonna?
Come mai nella home page di questo sito è raffigurato il simbolo del pesce?
Ci credete al Papa?
E' possibile assistere a un culto evangelico?


Perché voi evangelici non venerate né la Madonna né i santi?

Il culto cattolico di Maria (mariolatria) e, quindi, la mariologia (scienza della dottrina di Maria) si sono sviluppati nel corso dei secoli e occupano nel pensiero e nell'accezione comune una posizione di particolare rilevanza. Maria viene presentata come la sempre Vergine, la Madre di Dio, la Regina del Cielo, l'Assunta, l'Immacolata, la Madre misericordiosa della Chiesa ed anche con il titolo di Corredentrice e Mediatrice.
Ora, tutto ciò non è accettato dagli evangelici semplicemente per il fatto che nelle Scritture la mariologia è estranea ad ogni aspetto del messaggio neotestamentario. Se il culto mariano avesse davvero avuto quell'importanza che gli è stata conferita, allora nell'insegnamento apostolico ci sarebbero stati degli espliciti e ben sostanziati riferimenti. Invece non se ne parla affatto. La giustificazione per lo sviluppo del dogma sta nella teoria (elaborata da un certo cardinale Newman), secondo la quale la Parola di Dio contiene il seme della Rivelazione e questo seme deve germogliare e svilupparsi grazie all'opera del Magistero ecclesiastico, che ne definisca di volta in volta le varie sfaccettature. Gli evangelici, al contrario, considerano la Rivelazione conclusa con l'ultima pagina della Bibbia. Questa, per esempio, non dice che Maria fu sempre vergine, ma afferma che ella era vergine al momento della nascita di Gesù e che fu un concepimento soprannaturale per opera dello Spirito Santo. Dopo la nascita del Figlio, Maria si comportò come una madre con una normale vita familiare, con dei doveri e dei diritti sanciti dalla cultura ebraica di quel tempo. Il vangelo afferma che ella ebbe altri figli, concepiti normalmente con suo marito Giuseppe: "Tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore…<<…Ecco la vergine sarà incinta e partorirà un figlio…>>. Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; e non ebbe rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio…" (Matteo 1:22-25).
Il fatto che il Signor Gesù ebbe dei fratelli e sorelle carnali è esplicito in diversi passi della Bibbia: "…Sua madre non si chiama Maria, e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?…" (Matteo 13: 54-57); "…neppure i suoi fratelli credevano in lui". (Giovanni 7:5) ecc.
Non poteva trattarsi di fratelli spirituali e nemmeno di cugini, visto che in greco - lingua in cui è stato redatto il Nuovo Testamento - esistono due parole esatte per qualificare un fratello (adelphos) o un cugino (anepsios) e quando si parla dei fratelli carnali di Gesù, viene sempre usato il primo termine. Perciò la Scrittura attesta chiaramente il fatto che Maria ebbe altri figli dopo aver partorito Gesù e pertanto non si può accettare un dogma che affermi il contrario.
Anche gli altri titoli con cui la Madonna viene onorata, non le competono. In I Timoteo 2: 5-6 è scritto: "C'è un solo Dio e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti". (Vedi anche Ebrei 9:15, Atti 4: 12). Invece Romani 8: 34 afferma: "Cristo Gesù…è alla destra di Dio e anche intercede per noi". Quindi Gesù Cristo è l'unico Redentore, Mediatore e Intercessore e ogni altra indicazione dogmatica che modifichi questo concetto non ha fondamento biblico. Oltre a ciò, la Bibbia insegna che l'adorazione spetta solo a Dio: <<Sta scritto: adora il Signore, il tuo Dio, e a Lui solo rendi il tuo culto>> (Luca 4:8). Anche tutti gli altri dogmi mariani, promulgati dai vari pontefici nel corso della storia, non hanno ragione di esistere per gli stessi motivi sopracitati. Maria, infatti, viene nominata per l'ultima volta all'inizio del libro degli Atti degli Apostoli (vedi Atti 1:14), dopo di ciò non se ne fa più alcuna menzione. Se Maria avesse davvero avuto quel ruolo così importante nel piano di Dio per la redenzione del mondo, non ci sarebbe scritto con chiarezza nella Bibbia? I dogmi dell'Immacolata concezione, proclamato da papa Pio IX nel 1854, dell'Assunzione, stabilito da Pio XII nel 1950, o gli appellativi di Madre di Dio (1931), Regina del mondo (1954), Madre della Chiesa (1964), costituiscono l'esasperazione di un concetto che non ha nulla a che vedere con l'insegnamento apostolico.
Per quel che riguarda il culto dei santi, il discorso è analogo. Il Nuovo Testamento chiama santi tutti coloro che sono partecipi della grazia divina, avendo beneficiato per fede del sacrificio di Cristo. In senso lato, il termine santo significa separato e puro; è una virtù indispensabile per ogni vero credente e ha radici vetero-testamentarie (Levitico 20: 26). L'apostolo Paolo, quando si rivolge ai credenti di qualche chiesa locale, li chiama santi (cfr. II Corinzi 1: 1; 13: 12; Efesini 1: 1; Filippesi 1: 1; 4: 21-22 ecc.). Alla luce di tutto ciò, la venerazione dei santi - che presuppone anche un loro potere post mortem - è biblicamente infondata e per questo motivo gli evangelici la considerano errata e inaccettabile.
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Quando dite di avere la certezza della salvezza, non dimostrate di essere presuntuosi?

La certezza della salvezza è un punto fondamentale per la vita spirituale di ogni credente e non è questione di presunzione, poiché si basa esclusivamente sulle promesse del Nuovo Testamento. Non è un'affermazione degli evangelici, quindi, ma è una precisa affermazione biblica ripetuta in più passi:
"E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato". (Atti 2:21)
"Il carceriere…disse: <<Signori, cosa devo fare per essere salvato?>> Ed essi risposero: <<Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la tua famiglia>>" (Atti 16: 29-31).
"Egli ci ha salvati non per le opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia…Certa è quest'affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose" (Tito 3: 5-8).
"Fuori di me non c'è altro Dio, Dio giusto, e non c'è Salvatore fuori di me. Volgetevi a me e siate salvati…(Isaia 45: 21-22). (Vedi anche: Salmo 80: 3; Isaia 25: 9;Marco 16: 16; I Giovanni 5: 13 ecc.).
L'essere certi della salvezza è quindi il risultato della fede in ciò che Dio dice nella Sua Parola, riconoscendo che essa viene elargita per grazia divina e non per opere o capacità umane. In quest'ultimo caso sarebbe invece difficile averne la certezza, perché non si sarebbe abbastanza sicuri di aver fatto tutto il possibile per piacere a Dio. "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti" (Efesini 2: 8-9).
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Perché nelle chiese evangeliche non ci sono né statue né immagini sacre?

Perché è esplicitamente affermato dalla Scrittura - addirittura quando sono stati pronunciati i dieci comandamenti - che l'uomo non deve farsi immagini di cose che non conosce appieno e che limiterebbero, in qualche modo, la concezione di un Dio eterno, onnipotente, creatore di tutto ciò che è nel cielo e sulla terra:
"Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso" (Esodo 20: 4-5).
"Non vi farete, non metterete in piedi né idoli, né sculture, né monumenti. Nel vostro paese non rizzerete pietre scolpite per prostrarvi davanti a loro; poiché io sono il Signore, vostro Dio" (Levitico 26:1).
La Controriforma, dopo il Concilio di Trento, intensificò la produzione di statue e di pitture a carattere sacro, con lo scopo pedagogico di educare i fedeli alle vicende del Cristianesimo, ma in realtà se ne è travisato il senso educativo per arrivare a una devozione culturale di immagini e reliquie. Per educare alla fede non sono necessarie immagini esemplificative, ma una costante lettura della Bibbia e, di conseguenza, la messa in pratica della medesima. La spiritualità è interiore, non è mossa da un luogo particolare o da un'immagine: è l'incontro personale con Cristo.
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Gli evangelici festeggiano il Natale e la Pasqua?

Per i cristiani in generale il Natale è il giorno in cui è nato il Salvatore e rappresenta l'inizio del compimento delle profezie messianiche (cioè, riguardanti il Messia). La tradizione vuole che esso si festeggi il 25 dicembre di ogni anno, tuttavia non si hanno dati precisi e le fonti storiche sono molto discordanti. I primi padri sembravano ignorare tale festività. La scelta del 25 dicembre trae origine direttamente dal calendario romano, che dal III secolo segnava in tal giorno la celebrazione del Dies natalis solis invicti (Natale del sole invitto). Tale festa pagana continuava con un'antica festa solstiziale del mondo mediterraneo, variamente collegata, a seconda dei tempi e dei culti, alla celebrazione della nascita di divinità quali Dioniso, Horo e Mitra; essa metteva in relazione - sul piano mitico - tali divinità al ciclo annuo del sole. Questa simbologia solare fu certamente adottata dal cristianesimo per qualificare luminosamente la figura di Cristo.
Al di là delle sue origini pagane, il giorno scelto dalla tradizione è puramente fittizio, ma può comunque offrire l'occasione per annunciare al mondo l'opera di Gesù Cristo, il Salvatore. Nel caso del giorno del Natale - e lo stesso discorso vale per il giorno della Pasqua - occorre dimostrare equilibrio, senza voler cadere nella sterile polemica, poiché il discorso sui giorni è un fatto marginale e non un punto fermo della dottrina. L'importante è comprendere pienamente il significato e il portato universale di tali eventi (che per il Natale è la venuta nel mondo del Salvatore promesso e per la Pasqua è il trionfo del Cristo risorto sul peccato e sulla morte).
Fermo restando il principio in base al quale per il vero credente il Natale e la Pasqua sono tutti i giorni della vita (in quanto Cristo Gesù è venuto nella sua vita come personale salvatore e lo ha liberato dal peccato e dalla morte - Romani 8:2 -) per noi cristiani evangelici di Termoli, questi eventi rappresentano un'importante opportunità per ricordare ciò che il Signor Gesù ha fatto nella nostra vita e che continua a fare e per annunciarlo agli altri.
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Perché ai pastori evangelici è permesso sposarsi?

Questa è una domanda tipicamente cattolica, perché è in relazione con il celibato dei sacerdoti. Esso venne decretato nel 1709 da papa Gregorio VII, ma fino ad allora i preti erano sposati e ciò non suscitava scandalo tra i fedeli. Il celibato forzoso è purtroppo un'altra dottrina che non trova riscontri specifici nella Bibbia. Dal Vangelo, infatti, risulta chiaro che i ministri di Dio potevano essere sposati; molti apostoli, tra cui Pietro, lo erano e Paolo afferma: "Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente…che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi" (I Timoteo 3: 2,4-5). Ancora: "Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?" (I Corinzi 9: 5). Tutto questo, tralasciando i diversi passi nel Vecchio Testamento in cui risulta palese il matrimonio dei sacerdoti (Levitico 21: 4, 7; Esdra 10: 18-19 ecc.) e addirittura del Sommo Sacerdote: "Egli prenderà per moglie una donna ancora vergine" (Levitico 21: 13).
Inoltre, un pastore o un conduttore di chiesa - cioè un ministro di Dio che ha consacrato la sua vita alla causa cristiana - se è sposato può condividere le fatiche del ministerio con la moglie e può consigliare con saggezza i fedeli circa le gioie e i dolori della vita matrimoniale, vivendole lui stesso di prima persona.
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Gli evangelici hanno un culto dei morti analogo a quello dei cattolici?

Assolutamente no. Al di là di ogni pur lecito sentimentalismo, i morti non hanno più alcuna possibilità di migliorare la loro posizione davanti a Dio. La scelta per Cristo deve essere fatta in vita: questa è la nostra unica possibilità (la Bibbia dice che oggi è il giorno giusto: vedi Ebrei 3: 7-8, 15; Deuteronomio 26: 16; 30: 16 ecc.) . Le preghiere e le messe di intercessione per i morti sono estranee al messaggio biblico, in quanto siamo tenuti a pregare gli uni per gli altri in questa vita e la responsabilità della scelta è individuale e personale, senza la possibilità di deleghe: "Come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio" (Ebrei 9: 27); "Noi tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo" (II Corinzi 5: 10). Noi evangelici, quindi, non crediamo al culto dei morti perché "I vivi sanno che morranno, ma i morti non sanno più nulla; non c'è più ricompensa per loro; anche il loro ricordo è dimenticato. Il loro amore, il loro odio, l'invidia, tutto è finito, non hanno più parte in ciò che succede quaggiù" (Ecclesiaste 9: 5-6).
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Ci Credete nel Purgatorio?

Assolutamente no. Questa dottrina fu istituita da Gregorio Magno intorno all'anno 593, prima di allora il concetto di Purgatorio non esisteva neanche nell'ambito cattolico. Esso contrasta con la piena sufficienza della grazia di Dio per la totale salvezza del credente. Se, dopo la morte, questi dovesse ancora espiare qualcosa, allora significherebbe che il sacrificio di Cristo sarebbe stato solo parziale e ciò contraddirebbe l'intero annuncio salvifico della Sacra Scrittura. La Bibbia parla di Paradiso (Luca 23: 43; II Corinzi 12: 4; Apocalisse 2: 7), seno di Abraamo (Luca 16: 22) soggiorno dei morti - ebraico sheol - (tra i tanti passi biblici: Genesi 37: 35; Numeri 16: 30; Deuteronomio 32: 22; Giobbe 7:9; Salmo 6: 5; Proverbi 1: 12; Atti 2: 31 ecc.),Ades (Matteo 11: 23; Atti 2: 27 ecc.), Geenna (Matteo 5:22; Marco 9: 43 ecc.) ma mai di Purgatorio. Noi evangelici, quindi, non crediamo al Purgatorio semplicemente perché di esso non se ne fa mai menzione nelle Sacre Scritture né direttamente, né indirettamente.
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Gli evangelici battezzano i bambini? Se no, perché?

No. Anche in questo caso, noi non siamo soliti battezzare i bambini (c.d. pedobattesimo) per il semplice motivo che di esso non se ne fa mai menzione nella Bibbia. Senza scendere in aspetti dottrinali, il termine battesimo deriva dal greco baptizein, baptismos che significa immersione, sommersione e veniva praticato nell'epoca del Nuovo Testamento e tuttora viene praticato nell'ambiente evangelico nel momento in cui una persona, avendo creduto nel sacrificio di Cristo riconoscendosi peccatore davanti a Lui, si ravvede e decide di manifestare pubblicamente questa sua decisone (Atti 2: 38, 41; Matteo 28: 18-20 ecc.). Tutto ciò implica una piena consapevolezza e responsabilità dell'atto che un bambino certamente non può assumere. Ecco perché si ritiene giusto il battesimo da adulti o, perlomeno, quando si raggiunge un'età in cui si possa fare una scelta consapevole: "Ma quand'ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furono battezzati uomini e donne" (Atti 8: 12). - Vedi anche: Atti 8: 36-38 -. Del resto, l'esempio supremo del Signor Gesù dimostra pienamente questa tesi (Matteo 3: 13-15 e parall.).
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Credete alle apparizioni della Madonna?

Il tema delle apparizioni è complesso. La Bibbia ci racconta di apparizioni avvenute sia al tempo dell'antico Testamento che nel Nuovo. Dio si manifestò ad Abraamo, Isacco, Giacobbe o Mosè in vari modi per comunicare qualcosa che diventava poi parte integrante della Scrittura. Così era anche all'epoca della neonata Chiesa Cristiana. Però, con l'Apocalisse di Giovanni, la rivelazione di Dio è da considerarsi conclusa. Pertanto le successive apparizioni sono da valutarsi con estrema prudenza, poiché disponiamo di un drastico avvertimento di Gesù stesso, contenuto nel suo discorso profetico:
"Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti" (Matteo 24: 24). E Paolo ce lo conferma, avvisandoci che: "Quei tali falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. Non c'è da meravigliarsene, perché Satana si traveste da angelo di luce" (II Corinzi 11: 13-14).
Un metro di giudizio può essere dato dalla coerenza tra ciò che le presunte apparizioni comunicano e quanto è espresso nella Parola di Dio. Solo se si è animati da uno spirito di preghiera e con una profonda conoscenza delle Scritture si può riconoscere la provenienza di tali manifestazioni, tanto più che è scritto che negli ultimi tempi si moltiplicheranno i <<segni e i prodigi>> che anticiperanno l'avvento dell'anticristo: "La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e di iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati" (II Tessalonicesi 2: 9-10).
Sono parole molto dure che non devono essere generalizzate, ma neanche banalizzate. Non bisogna addossarle con troppa facilità a questo o a quel movimento religioso, tuttavia esse sono un avvertimento solenne e ci esortano alla vigilanza e al continuo riferimento alla Parola di Dio. Solo questa, infatti, ci può fornire gli indispensabili strumenti per discernere e vagliare ciò che va al di là dell'umana comprensione.
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Come mai nella home page di questo sito è raffigurato il simbolo del pesce?

L'immagine o il nome del pesce (dal greco ICHTHUS) fu adottata dai cristiani perseguitati dei primi secoli, come acrostico simboleggiante Gesù Cristo. Si ritrovano in effetti in questa parola le iniziali di: Iesous CHristos THeou Uios Souter, cioè Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore. Essa, e in modo particolare l'immagine , è frequentemente raffigurata nell'arte paleocristiana sui muri delle catacombe, negli affreschi cimiteriali, sarcofagi, anelli…
Per noi, cristiani evangelici di Termoli, non ha assolutamente un significato di venerazione o identificazione, ma semplicemente è un simbolo che ci ricorda i primi cristiani e ciò che loro hanno sofferto per Cristo, ed in tal senso lo usiamo.
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Ci credete al Papa?

Si nella figura della sua persona, no nel suo ruolo. Noi evangelici siamo fermamente convinti che egli possa essere una persona altamente competente, con ottime capacità oratorie e dotato di una dialettica efficace e come tale lo rispettiamo. Ciò in cui noi non crediamo, è che egli venga definito come "somma autorità e capo della chiesa" o infallibile quanto parla "ex cathedra" . Questo non è un concetto della Bibbia perché in essa viene esplicitamente dichiarato: "…Secondo l'efficacia della sua forza che Egli (Iddio) dimostrò in Cristo, risuscitandolo da morte e facendolo sedere alla sua destra nell'alto dei cieli, al di sopra di ogni Principato, Potestà, Virtù e Denominazione, al di sopra di qualsiasi dignità o grandezza che possa esser nominata non solo in questo secolo, ma anche nel futuro. Egli ha sottomesso tutto ai suoi piedi e l'ha costituito al di sopra di tutto, Capo di tutta la Chiesa, che è il suo Corpo" (Efesini 1: 19-23). Ancora: "Cristo è la testa del Corpo, cioè della Chiesa; Egli è il principio…così da essere il primo in tutte le cose" (Colossesi 1: 18).
Per quanto attiene l'infallibilità, il discorso è analogo: esso è un attributo che spetta solo a Dio (vedi: I Pietro 1: 19; Ecclesiaste 7: 20. Cfr. inoltre: Giobbe 4: 17; Isaia 45: 21; Apocalisse 16: 5 ecc.)
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E' possibile assistere a un culto evangelico?

Certamente. Noi della chiesa evangelica di Termoli siamo disponibili ad accogliere anche semplici curiosi, mossi da uno spirito di reciproco rispetto. La partecipazione a un nostro culto non è assolutamente vincolante e non determina in alcun modo un obbligo nei confronti della chiesa. Sarebbe per noi un onore, poter dare ulteriori chiarimenti circa quanto è stato pubblicato in questo sito.
Infine, non si deve dimenticare che la Chiesa è il Corpo del Signore, acquistata con il suo prezioso sangue e dunque non di proprietà degli uomini, ma di Gesù Cristo stesso. "Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunzi?…Così la fede viene da ciò che si scolta, e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Dio" (Romani 10: 13-14, 17).
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